Arrivano i nuovi progetti integrati di filiera (PIF).
Il bando (“condizionato”), prevede una dotazione di 90 milioni di €.
I PIF sono uno strumento per aggregare tutti gli attori di una filiera agroalimentare o forestale (agricoltori, imprese di trasformazione e commercializzazione) con lo scopo di superare le principali criticità della filiera stessa e favorire i processi di riorganizzazione e consolidamento realizzando relazioni di mercato più equilibrate.
Regole per partecipare ai Progetti Integrati di Filiera
1) il numero minimo di partecipanti per ciascun PIF è 12, di questi almeno 5 devono essere partecipanti diretti. Almeno 3 dei partecipanti diretti devono svolgere un ruolo all’interno del PIF nell’ambito della fase di produzione primaria. I partecipanti diretti richiedono contributi e sostengono l’onere finanziario degli investimenti, nell’ambito della sottomisura o operazione che attivano. Il partecipante indiretto si avvantaggia della ricadute positive del progetto però non è coinvolto direttamente nella realizzazione degli obiettivi del progetto di filiera e non richiede contributi.
2) Gli accordi di filiera, sottoscritti grazie ai PIF, sia dai partecipanti diretti che indiretti, rappresentano dei veri e propri contratti. I firmatari sono legati tra loro, per almeno tre anni, da vincoli di carattere contrattuale che regolano obblighi e responsabilità reciproche per il raggiungimento degli obiettivi. Negli impianti di trasformazione o nelle strutture di commercializzazione finanziati nell’ambito del PIF le materie prime o i prodotti semilavorati devono provenire, per almeno il 51% del totale, dalle imprese agricole (o loro aggregazioni) di produzione primaria partecipanti al PIF.
3) Capofila: è un partecipante diretto che ha il compito di aggregare e rappresentare i diversi partecipanti al progetto, seguirne la realizzazione e curare gli adempimenti tecnici ed amministrativi legati alla sua attuazione. Deve coordinare l’animazione e l’informazione al fine di garantire la massima diffusione delle opportunità legate al progetto, nonché la trasparenza nella formazione delle aggregazioni: si tratta di un’attività obbligatoria che dovrà essere inclusa all’interno del progetto PIF.
4) Sottomisure che è possibile attivare nell’ambito del bando PIF
- sottomisura 3.1 “Partecipazione a regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari”;
- sottomisura 3.2 “Attività di informazione e promozione”;
- sottomisura 4.1 “Sostegno agli investimenti alle aziende agricole”;
- sottomisura 4.2 “Investimenti nella trasformazione, commercializzazione e/o lo sviluppo dei prodotti agricoli”;
- sottomisura 6.4 “Sostegno a investimenti nella creazione e nello sviluppo di attività extra-agricole”
- sottomisura 8.6 “Sostegno a investimenti in tecnologie silvicole, trasformazione, mobilitazione, commercializzazione prodotti delle foreste”;
- sottomisura 16.2 “Sostegno a progetti pilota e di cooperazione”.
5) Minimali e massimali del PIF: l’importo minimo di spesa complessiva ammissibile per ciascun PIF deve essere pari o superiore a 400 mila euro. Il massimo contributo concedibile per l’intero progetto PIF è pari a 3,5 milioni di euro.
6) Le filiere interessate sono praticamente tutte quelle dei settori agricolo, agroalimentare e forestale (legno-energia).
E’ possibile presentare progetti multifiliera, ovvero su più filiere concentrate su un determinato territorio e/o di filiera corta.
7) Termini per la presentazione dei progetti: i PIF devono essere sottoscritti e presentati a decorrere dal 15 luglio 2015 ed entro il 30 settembre 2015. Una Commissione di valutazione, che sarà appositamente nominata, provvederà alla selezione dei progetti.
Articolo a cura del Dott. Marco Carbone
